“Ci dispiace, da oggi il vostro giornale sarà scritto da giornalisti indiani”. Un messaggio di questo genere appare da qualche giorno in testa alle copie di quattro quotidiani locali del Connecticut e del New England, proprietà del gruppo editoriale New Mass Media. “Ho tenuto una rubrica settimanale per vent’anni”, scrive Jim Motavalli, “ma da questa settimana mi hanno sostituito. Hanno trovato qualcuno più economico a Hyderabad, in India”. La crisi economica sta mettendo i quotidiani nella condizione di dover tagliare i costi, e sotto la scure delle ristrutturazioni sta crescendo un mercato di giornalisti a basso costo, spesso residenti all’estero.
Editorsweblog aggiunge dettagli alla vicenda. “I nuovi giornalisti sono stati reclutati attraverso degli annunci su internet, mirati sulle città indiane di Mumbai e Bangalore. Si tratta di persone qualificate, che hanno già scritto per giornali come il Guardian o il Times of India”.
La casa editrice però si difende dall’accusa di aver sacrificato i propri giornalisti in favore del risparmio economico: “Più che il risparmio, ci interessa fare questo esperimento, anche per proteggere il mestere di giornalista a lungo termine”. Finché la crisi non sarà definitivamente passata, sentiremo sempre più spesso storie come questa. “In un momento in cui i giornali tagliano freneticamente i costi di produzione, il fatto che ci siano milioni di persone di madrelingua inglese disposte a scrivere a costi bassissimi non può essere ignorato. Anzi: è una risorsa a cui è difficile resistere”.
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