Washington Post, vietato avere opinioni

zittoUn regolamento interno sull’uso dei social networks, vieta a tutti i giornalisti del Washington Post di esprimere idee ed opinioni. Secondo TechCrunch.com, la guida è stata creata dopo che Raju Narisetti, giornalista del Post, aveva pubblicato alcuni tweet sul proprio profilo Twitter dove, appunto, diceva la sua su vari argomenti. Tra le contromisure del famoso quotidiano Usa per riportare la situazione sotto controllo ,c’è anche la cancellazione dell’account di Narisetti.

“Patetico”, commenta TechCrunch.com: “Va bene se vuoi che la tua compagnia presenti solo fatti e niente opinioni ma l’idea che quei reporter non abbiano delle opinioni è assurda”. Infatti, il passaggio successivo, che fa parte della stessa guida, sembra incredibile:

“Post journalists must refrain from writing, tweeting or posting anything—including photographs or video—that could be perceived as reflecting political, racial, sexist, religious or other bias or favoritism that could be used to tarnish our journalistic credibility. This same caution should be used when joining, following or friending any person or organization online.”

Insomma, i giornalisti del WaPo devono guardarsi bene dal seguire su Twitter persone che esprimono idee politiche e la stessa cosa vale per gli amici di Facebook. Se il tuo ex compagno di classe delle medie ti chiede l’amicizia, ma nel frattempo ha fatto una carriera politica, tu giornalista del Post devi rifiutare quella richiesta.

L’intera storia sembra ridicola! “Se sei un essere umano – scrive ironico TechCrunch – è meglio se non ti presenti come tale quando sei online”. …e come dargli torto!

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