La stragrande maggioranza dei broadcaster – CNN in primis – sta sfruttando ultimamente le opportunità che offre Twitter per stare in contatto con il proprio pubblico. Ma per una piccola emittente, come potrebbe essere una radio locale, il rapporto con la comunità è ancora più fondamentale, come dimostra la storia di JACKfm, una radio che trasmette su Oxford e dintorni.
JACKfm è davvero una radio piccola, ma indipendente: come ha raccontato Sophie Bruce su Media140, il suo staff è composto da una ventina di persone. Per sopravvivere economicamente hanno sfruttato in modo intelligente i social media, lanciando su Twitter la campagna #savejack. “Lo usiamo per qualsiasi cosa: dalle promozioni di eventi, alle informazioni meteo su tutta la contea, oppure per ricevere le opinioni degli ascoltatori. Lo abbiamo usato anche per aumentare l’audience: gente che non aveva mai ascoltato la radio finiva per leggere i nostri tweet ed ora è diventata nostra fan”.
“Ma il maggior vantaggio che ci dà – continua Sophie parlando di Twitter – riguarda le notizie locali. Quando un gruppo di studenti si è barricato dentro l’edificio dell’Oxford University, siamo stati in grado di contattare uno di loro che stava twittando dall’interno e abbiamo avuto così un’intervista telefonica in esclusiva.”
L’uso che al JACKfm fanno dei social media è davvero fantastico ma, almeno qui in Italia, ho l’idea che le emittenti locali ancora non hanno capito bene questo potenziale. Per esempio, Radio Siena (che prende il nome della città dove vivo) usa il proprio profilo Facebook giusto per comunicare chi o cosa sta andando in onda. La sua concorrente, Antenna Radio Esse ha un proprio profilo che non usa quasi mai. Di Twitter non se ne parla!
E dalle vostre parti com’è la situazione? Sapete di radio o tv locali che sfruttano appieno Twitter o Facebook per rimanere in contatto con il proprio pubblico? Ditemelo nei commenti.
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