Evening Standard, dopo 180 anni diventa Free press

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di Marco Pratellesi, da mediablog

Anche la Free press, che basa i suoi ricavi esclusivamente sulla pubblicità, soffre per la crisi economica globale. Negli Stati Uniti delle 40 testate che uscivano quotidianamente all’inizio del 2008 ne sono restate solo 24 con un calo complessivo della diffusione da 3,3  a 2,4 milioni di copie al giorno rispetto al 2007. I tagli hanno coinvolto la Free press anche in Spagna e Danimarca come ci racconta Free Daily Newspapers (qui riportato da Lsdi).

Ma in un panorama poco rassicurante c’è anche chi scommette in controtendenza. E’ il caso del magnate russo Alexander Lebedev che, dopo aver acquistato la maggioranza della proprietà dell’Evening Standard (75%), ha deciso di trasformarlo in un quotidiano Free press.

Lo storico giornale della sera, nato nel 1827, diffusissimo nella metropolitana, e che fino a ieri costava 50 pence, dopo 180 anni di storia da oggi non fa più parte della stampa a pagamento. La strategia di Lebedev è trasformare lo Standard nel il primo “quotidiano free press di qualità”. Obiettivo: far salire la tiratura dalle attuali 250mila copie fino a 600mila.

L’editoriale sul sito web del giornale spiega che oggi “saranno distribuite gratis 600mila copie. Siamo orgogliosi di essere gratis. Ci impegniamo a restare un giornale di qualità, un giornale che conosce le ‘hard news’ e distingue fra commenti ed analisi”. E aggiunge: “Promettiamo di servire tutti i londinesi. Siamo entusiasti di questa nuova maniera del 21esimo secolo di portarvi, oggi, le notizie di domani”.

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