In un momento difficile per l’editoria, causa la crisi economica – fatto di cali di diffusione e di raccolta pubblicitaria, seguiti poi inevitabilmente da tagli delle spese e licenziamenti – le scelte coraggiose di alcune testate finiscono per fare notizia. E’ il caso dell’Evening Standard che dopo 180 anni decide di diventare una Free press, ma è sicuramente anche il caso del Dallas Morning News. Quest’ultima, per far fronte alle difficoltà finanziarie ha preferito andare in contro tendenza: maggiore copertura, assunzione di giornalisti e (udite udite!) aumento del prezzo degli abbonamenti. La si potrebbe chiamare la ricetta “premium”.
Dopo tutti i tagli degli ultimi anni, “l’unico posto dove andare era dai lettori e dirli: ‘Se volete davvero questo [prodotto] avremo bisogno che voi paghiate di più’ “, ha spiegato Jim Moroney, editore della testata. “C’era un po’ di paura. Era una cosa pericolosa.”
Così il prezzo dell’abbonamento è passato recentemente da 21$ a 30$ e la buona notizia è che fino ad ora la tattica rischiosa sembra aver funzionato: l’88% degli abbonati ha avuto l’occasione di rinnovare e il 90% di essi ha scelto di pagare la tariffa maggiorata, ha detto Moroney.
A quanto pare, puntare sulla qualità paga. Ed è quello che stanno facendo al Dallas Morning News. Invece di tagliare, hanno aggiunto due sezioni (Metro e Sports Day), hanno fatto fare ai redattori il lavoro del giornalista per permettere così ai reporter di coprire meglio l’informazione locale, concentrandosi sul giornalismo watchdog e sui legami con la comunità.
E non è mica finita qui. Se vi trovate da quelle parti e siete interessati, al News stanno cercando di assumere cinque giornalisti “high-quality”. Alla faccia della crisi!
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