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DAB, il digitale che si ascolta

Questo articolo è scritto dall’amico Luca Russo con il quale condivido la passione per la Radio. Dopo essersi laureato in Scienze della Comunicazione a Siena, Luca si è trasferito in Inghilterra dove si è iscritto alla London School of Journalism.

di Luca Russo

Immagine 2Ultimamente si fa un gran parlare dell’avvento della Tv digitale, che entro il 2012 investirà tutte le regioni italiane. Questo cambiamento permetterà agli italiani in possesso di un decoder di ricevere molti più canali rispetto ad oggi.

Tutto questo avverrà perché le vecchie frequenze non viaggeranno più nell’aria (via etere) in forma di onde, ma in stringhe di codice binario: sequenze di zero e uno. Queste occuperanno meno spazio e si riuscirà così a trasmettere più segnali utilizzando lo stesso numero di canali.

Tuttavia molti non sanno che questa tecnologia è utilizzata anche dalla vecchia ma sempre valida radio. Il sistema prende il nome di DAB (Digital Audio Broadcasting) e consente a chiunque abbia una radio che permetta di ricevere il segnale digitale, di ascoltare musica e parole con una qualità maggiore rispetto all’analogico, di visualizzare testi ed accedere ad altro materiale inviato dall’emittente attraverso lo stesso segnale. La tecnologia DAB rende inoltre inutile la ricerca manuale del segnale da parte dell’utente.

Immagine 3In Italia le principali emittenti radiofoniche riunite in consorzi come il Club DAB Italia stanno già trasmettendo in digitale. Dal luglio del 2007 è inoltre iniziata la sperimentazione del DAB+ che comprimendo ulteriormente il segnale consentirà a più stringhe in codice binario di viaggiare attraverso lo stesso canale.


Per quanto riguarda gli apparecchi di ricezione del segnale DAB, se ne possono trovare di tutti i tipi e con prezzi che variano dai 45 ai 250 euro.

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