I nuovi media hanno rinvigorito la democrazia, oppure hanno strozzato il buon giornalismo, si chiede la dottoressa Natalie Fenton nel suo libro “New Media, Old News: Journalism and Democracy in a Digital Age”. Se volete la sua risposta, beh, l’indizio si trova nel titolo.
Anche se non sembra essere del tutto pessimistico, il libro di sicuro non abbraccia “la visione utopica del chiunque è connesso con chiunque, [in] un network non gerarchico di voci al quale si può accedere globalmente in ugual modo e alla pari”.
Fenton e il suo team di ricercatori osservano che, in realtà, nuovi media raramente significano nuove voci sulla scena dell’informazione, per via di una certa chiusura dei professionisti delle news verso i nuovi arrivati.
Da uno studio condotto dalla dottoressa sull’informazione prodotta dalla BBC, The Guardian e il Manchester Evening News è venuto fuori che c’è una “grande concentrazione di copia e incolla dovuta al fatto che questi giornalisti devono riempire grandi spazi vuoti e non hanno il tempo per farlo”.
Perciò, quello che fanno è prendere pezzi provenienti da qualche ufficio di pubbliche relazioni, da altri giornali o da altri canali di news. “Dunque una specie di cannibalismo creativo”.
Dipende dove guardi, replica Jon Bernstein su Journalism.co.uk. Se ti metti a studiare giocatori come la BBC e il Guardian è molto probabile che andrai a trovare delle forme di interazione rigide. “E’ vero che molte campagne dei social media finiscono anche sui media tradizionali”, ma c’è anche “tanta attività sotto il radar che fornisce esempi effettivi di un rinvigorimento della democrazia”. Basterebbe pensare all’informazione a livello locale.
Nonostante credo che lo studio della Fenton per quel che riguarda la rigidità del mercato giornalistico e il famoso problema del “copia e incolla” dica una grande verità (che tra l’altro già si sapeva), penso anche che tentare di studiare i nuovi media con gli strumenti usati per quelli mainstream sia proprio un approccio sbagliato.
A media con strutture completamente diverse non si può applicare la stessa metodologia di ricerca. Poi, appunto, dipende dove guardi. E la BBC e il Guardian, presi in esame in questo caso, non mi sembrano proprio dei nuovi media.
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