Sulle liste Twitter ho già scritto in precedenza spiegando come funzionano e l’impatto che avranno. Tuttavia, mi sentirei di aggiungere un altro elemento, forse il più importante.
Circa 25 milioni di tweet vengono postati quotidianamente e spesso è difficile stare dietro a tutto e a tutti. Ecco allora il ruolo più importante delle liste: una collezione di persone o fonti raggruppati sulla base di un tema.
Il problema del sovraccarico di informazione viene così risolto con un nuovo tipo di redattore: “un real-time Web curator”, come lo definisce Pete Cashmore nella sua rubrica settimanale su CNN.com.
Già la stragrande maggioranza delle testate su Twitter offre una lista del proprio staff. Basta guardare quella di CNN International, per farsi un’idea. The Huffington Post è andato oltre, incorporando alcune liste all’interno delle proprie pagine per permettere un aggiornamento in tempo reale.
Ma la cosa geniale delle liste Twitter è che tutti noi possiamo creare una nostra redazione di giornalisti real-time. Invece di seguire una lista dei giornalisti de la Repubblica o del Corriere, possiamo decidere, per esempio, di affidare la politica a un giornalista della prima testata, la cronaca ad uno della seconda, l’economia ad uno del Sole 24Ore e così via. I redattori siamo noi e possiamo fare qualsiasi combinazione.
Onestamente, da quando l’opzione delle liste è stata attivata anche sui miei due profili Twitter, non ho mai seguito nessuna lista ma le ho create, scegliendo personalmente le fonti, in base ai miei interessi. Così, nel mio profilo in italiano ho 3 liste: Journalists-Journalism, Twitter-Related e Web-SocialMedia. Mentre nel profilo in albanese ho creato una con alcuni blogger albanesi che mi piace seguire: Alb-Bloggers.
E sembra andare proprio nella direzione del redattore fai da te anche la decisione di Google News che da ieri permette agli utenti di creare delle categorie personalizzate in base agli argomenti che desiderano.
Invece delle classiche (e un po’ noiose) “Mondo”, “Economia”, “Intrattenimento” ecc., si potranno creare nuove categorie semplicemente dandole un nome e inserendo nei parametri di ricerca alcune parole chiave che, ovviamente, influenzeranno sui contenuti.
La nuova opzione è attualmente disponibile solo in Australia, India, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda, UK e USA.
Tornando alle liste, voi come le usate? Se avete creato qualcuna condividetela nei commenti.
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