In un’intervista per Sky News Australia, il magnate dei media e proprietario di News Corp, Rupert Murdoch, ha minacciato che i siti delle testate da lui controllate saranno oscurati a Google e ad altri motori di ricerca nel momento in cui il suo piano di far pagare i lettori per i contenuti online diventi realtà.
Nonostante siano davvero tanti i commenti e le opinioni che si sono versati ieri in Rete, è difficile trovare qualcuno che prenda sul serio le parole di Murdoch. ReadWriteWeb lo considera un “approccio vecchia-maniera nei confronti della nascente minaccia dei nuovi media, ma chi ha voglia di discutere con un 78enne miliardario”?
“Anche se News Corp decidesse di vietare a Google l’accesso ai propri contenuti – continua ReadWriteWeb – Google News ne soffrirà poco. Tra la Associated Press, la Reuters e altri servizi di news, uno si chiede quanto l’assenza del listino di News Corp – con in primis il Wall Street Journal e FOX – influenzerà su Google News”.
Per Marco Pratellesi, direttore del Corriere.it, si tratta più di una provocazione che di una mossa strategica del gruppo editoriale. Una mossa che “si inserisce nella guerra lanciata da Murdoch contro gli aggregatori di notizie” ma che “sembra di difficile applicazione perché, se è vero che così Google non potrebbe incassare i soldi della pubblicità [...], è altrettanto certo che la mossa si tradurrebbe in una diminuzione di traffico per i siti di Murdoch con conseguente perdita di visibilità e ricavi pubblicitari”. Insomma, come dice Pratellesi sul suo Mediablog, “l’offensiva appare fuori dalle logiche di Internet”.
Sarà anche per questo che Google non è sembrata per niente preoccupata. Anzi, per via di una portavoce, il più grande motore di ricerca al mondo ha detto chiaro e tondo: nessun problema, basta che Murdoch ce lo dica. “Google News e il web search – ha detto la portavoce – sono una tremenda fonte di promozione per le testate, mandando ad esse circa 100.000 click al minuto”.
“I publisher mettono i propri contenuti sul web perché vogliono che vengano trovati – dice la dichiarazione – perciò sono molto pochi quelli che scelgono di non includere il loro materiale su Google News e nella ricerca web. Ma se ci dicono di non farlo, non lo facciamo”. “Se i publisher vogliono che i loro contenuti vengano rimossi nello specifico da Google News, tutto ciò che devono fare è dircelo”, conclude la dichiarazione di Google.
Nella sfida tra i due colossi, Murdoch ha già dovuto fare una mezza marcia indietro quando settimana scorsa ha dichiarato che il lancio del piano delle news online a pagamento – inizialmente programmato per giugno 2010 – verrà posticipato a data da destinarsi. Chi vincerà il duello?
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