Twitterando

Come Twitter sta cambiando il volto dei media

Flusso Twitter“Il cambiamento più radicale nei media negli ultimi anni è che ora possiamo avere una piattaforma centrale e in temporeale che rafforza tutte le altre piattaforme di contenuti sul web. Certo, possiamo continuare ad usare gli RSS per i blog, iscriverci per seguire l’attività di una persona su siti di condivisione di video e foto, ma – se usato correttamente – Twitter ora offre un servizio unico in temporeale per tutti i contenuti di una persona. Ci permette qualcosa che nel passato solo le grosse compagnie potevano avere: la nostra rete di pubblicazione. Se sei su Twitter, e in una certa misura su Facebook, sei nel mondo della pubblicazioneâ€.

Soren Gordhamer lavora come consigliere sull’uso efficace delle tecnologie ed è autore del libro “Wisdom 2.0″. Quando ho letto il suo articolo su Mashable ho pensato: cavolo, quest’uomo sembra che mi abbia letto nella mente… solo che, a differenza mia, è riuscito a centrare nettamente l’obiettivo. Volevo subito condividerlo, ma ho pensato: fermati, è sempre meglio leggere l’originale ma non tutti comprendono facilmente l’inglese e questo pezzo va letto da più gente possibile. Ecco, quindi, in seguito, i passaggi più importanti.

Certo, YouTube, Flickr, WordPress, Blogger e gli altri sono tutti importanti per pubblicare dei contenuti. Twitter, tuttavia, offre il fulcro, l’intento di connettere tutte le attività online di uno per creare una rete di pubblicazione in temporeale, condotta e diretta dalla gente. Questo sta fortemente e significativamente cambiando la natura dei media.

I nuovi media stanno diventando sempre più “shared mediaâ€. Una persona crea un tweet, magari con un link ad una storia: qualsiasi cosa ella pubblichi sulla sua rete, lo posso pubblicare anch’io. Su Twitter, ovviamente, questo viene chiamato un ReTweet.

Certo, nel passato, potevi sempre mandare una mail o chiamare un amico per segnalargli una notizia o uno spettacolo televisivo; ma ora, in una manciata di secondi, puoi condividere queste informazioni sulla tua rete, via Twitter o Facebook, con decine, centinaia, persino migliaia di persone. Non è più il mio o il tuo medium; “it’s our media, and we can all broadcast itâ€.

Prima, la gente definiva “notizia†ciò che veniva pubblicato sul New York Times o trasmesso dalla CNN. Nel terreno dei nuovi media, invece, i criteri per decidere cosa sia importante per la gente non vengono più stabiliti solo da pochi grandi media, ma sempre di più dai piccoli outlet come te e me che decidono di cosa parlare. Sempre di più, tanti “piccoli†messi insieme stanno diventando più potenti di una manciata di big.

I media stanno diventando anche più personali. La gente si aspetta che la propria rete sia composta da gente con personalità, non semplici fonti di news. Vogliamo sapere delle persone che riportano tanto quanto delle notizie da esse riportate. Pubblicare è diventato più che mai un atto personale, poiché gli utenti cercano connessioni non solo ai contenuti ma alle persone.

Mentre tutti i siti di condivisione sono utili, aiuta avere un fulcro che li unisce tutti. Il più ovvio fulcro che abbiamo oggi a disposizione è Twitter, che funge da piazza centrale nella quale la gente può pubblicare o linkare a qualsiasi materiale di sua scelta, che sia un breve pensiero, il post di un blog, un video che ha creato o un articolo che ha letto.

E’ proprio questo ruolo che ha creato il più grande e profondo cambiamento nei media durante la nostra generazione. Dove andremo nessuno lo sa, ma fino ad ora è chiarissimo che questo movimento sta facendo diventare il mondo dei media molto meno centralizzato e sempre più guidato dalla gente. E’ un altro mondo: Siamo tutti dei broadcaster ora e il nuovo volto dei media, sei tu.

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