Non è facile trovare altrove l’entusiasmo che circonda Google Wave. Nonostante il nuovo strumento di comunicazione e collaborazione in tempo reale, lanciato poche settimane fa da Google, sia ancora in versione “preview” e disponibile solo tramite invito, sono molti i casi che dimostrano come semplici cittadini e aziende stanno sfruttando con successo il suo potenziale.
Leah Betancourt, invece, ha riportato su Mashable quattro diversi modi di come le redazioni stanno usando Google Wave. Di seguito i due casi che mi hanno più colpito:
Usare Wave per coinvolgere il pubblico
Google Wave permette alle redazioni di raggiungere il loro pubblico e invitarlo a partecipare attivamente alle storie raccontate. Una wave può creare una piccola comunità locale che può avere un suo ruolo nella redazione, come scovare nuove notizie, ma anche trasformare il modo come esse vengono trasmesse al pubblico.
Il blog RedEye del Chicago Tribune ha iniziato una wave pubblica lo scorso 10 novembre e da allora ha generato più di 300 blip (un singolo messaggio in una wave). Seguendo questo successo, Stephanie Yiu, redattrice del blog, conduce ogni giorno una sessione di 30 minuti di wave pubblica. “E’ molto più in diretta di Twitter – dice Yiu – perché ti permette di vedere la gente mentre digita e tutti cominciano a conoscersi a vicenda. Si tratta di connettersi con i nostri lettori su una nuova piattaforma. Impariamo [ad usare Wave] insieme ai nostri lettori e con loro andiamo avanti”.
Ciò che rende Google Wave così utile è la sua capacità di creare una comunità, dice Yiu. “La cosa straordinaria è che quando [la sessione] finisce alle 11:00, in realtà continua ad andare avanti. Loro continuano a discutere.”
Wave come strumento di pianificazione nella redazione
Chris Taylor è l’online editor del TBO.com. Ogni sera deve buttare giù una lista di temi sui quali si deve concentrare l’attenzione della redazione, e inviarla via mail. Ultimamente crea anche una wave giornaliera – con circa 40 storie – sulla quale gli altri della redazione possono modificare qualcosa o aggiungere delle informazioni.
Quando la mattina dopo arriva a lavoro, Taylor riesce ad aggiornarsi facilmente su tutto ciò che c’è di nuovo riguardo i temi da lui selezionati, grazie alle informazioni aggiunte o modificate dalla redazione. Consultare la wave dalla sua scrivania – racconta – gli prende un decimo del tempo necessario a fare tutti gli incontri.
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