“L’idea che togliendo i tuoi contenuti da Google basterà per avere una specie di esclusiva su di essi, dimostra una profonda lacuna nella comprensione del Web e del suo funzionamentoâ€. Arianna Huffington, fondatrice del famoso blog The Huffington Post (che per numero di visite ha recentemente superato anche il Washington Post), si scaglia contro chi punta il dito verso i nuovi media.
Tagliente ed ironica, durante la conferenza tenuta ieri a Washington DC sulla sorte del giornalismo nell’era digitale ne ha avuto per tutti, Murdoch compreso, che era presente e aveva finito poco prima il suo discorso. Critica i vecchi media che non sanno rinnovarsi ma solo lamentarsi e i cui attori “hanno deciso che il miglior modo per salvare, se non il giornalismo, almeno se stessi, è puntando il dito contro e facendo i nomiâ€.
“Nella maggior parte delle industrie, se i consumatori se ne vanno, devi capire cosa fare per farli ritornare. Ma non nei media. Essi, invece, accusano gli aggregatori di rubare i contenutiâ€. Dunque tutti quei siti che incorporano notizie provenienti da altre testate “sono diventati, secondo le parole di Rupert Murdoch e del suo team, ‘parassiti’, ‘cleptomani di contenuti’, ‘vampiri succhia sangue’â€.
Poi ha spiegato perché l’idea di Murdoch di abbandonare Google è assurda: “Cercate su Google con le parole chiavi di una interessante storia che attualmente viene tenuta nascosta dietro il muro dei pagamenti, sul Wall Street Journal per esempio. Ed immaginate che nessuna fonte di News Corp. fosse parte dei risultati di ricerca. Continuerete ad avere indietro dozzine e dozzine di link verso altre fonti – inclusi alcuni dei siti di news più famosi – che scrivono su quella storia, la citano e commentano su le cose più importanti. Dunque, cosa intendi fare, tentare di fare in modo che nessuno ne parli, scriva o commenti su notizie per le quali vuoi essere pagato? Questo è ridicoloâ€.
Inoltre, secondo Arianna Huffington, anche i siti di Murdoch “rubano†o aggregano contenuti trovati sulla Rete. “Cerchiamo di essere onesti: molti di quelli che urlano lamenti lavorano su entrambi i lati della strada. Prendiamo, per esempio, i siti della News Corp. di Rupert Murdoch:
Il Wall Street Journal ha una sezione sulla tecnologia che non è niente di più che un parassita – ah, volevo dire, aggregatore – di contenuti esterni.
FoxNews.com ha un Politics Buzztracker che succhia il sangue di – ah, volevo dire aggrega e linka a – storie di una varietà di altre fonti, compresi il NY Times e il Washington Post.
E la News Corp di Murdoch è proprietaria anche di IGN, che possiede l’aggregatore di recensioni cinematografiche Rotten Tomatoes, che è totalmente creato grazie a recensioni prese da altre parti. Qualcuno ha detto ‘rubate’?â€
Insomma, un atteggiamento quello di Murdoch che la Huffington definisce così: “Talk about having your aggregation cake and bitching about others eating a slice tooâ€.
Poi se la prende con chi non riesce a capire come la tecnologia stia cambiando il mondo, compreso quello dell’informazione. “Lo sapete che la diffusione dei giornali è calata di 7 milioni di copie negli ultimi 25 anni mentre i lettori unici online sono aumentati di 34 milioni negli ultimi 5 anni? Lo sapete che la pubblicità sui giornali è calata del 19% quest’anno mentre quella online è aumentata del 9% e quella per i cellulari del 18%? Get real, you guys. The world has changed.â€
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