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Previsioni 2010, Google non comprerà il New York Times

Se l’economia mondiale comincia a mostrare segnali di ripresa, non si può dire lo stesso della stampa, almeno quella americana, che vedrà per tutto il 2010 il segno meno. Sono le previsioni per i prossimi 12 mesi nel settore dei media fatte da Martin Langeveld del Nieman Journalism Lab, il laboratorio di Harvard che studia il futuro del mondo dell’informazione.

I profitti dei quotidiani Usa continueranno ad essere in rosso, anche se in graduale ripresa. Gli introiti provenienti dalla pubblicità sulla carta stampata continueranno a calare mentre aumenteranno quelli dalla pubblicità sui giornali online. Quest’ultimi offriranno le loro notizie gratuitamente anche per il 2010, nonostante le infinite discussioni sul tema durante tutto l’anno precedente.

Niente di positivo nemmeno per quanto riguarda la circolazione che continuerà a diminuire per via degli aumenti del prezzo degli abbonamenti e di quello in edicola. “Gli editori hanno capito ormai che la carta stampata è una nicchia per la quale possono e devono farsi pagare”.

Una situazione che porterà almeno alcune grandi testate ad essere acquistate da altri media. “Ma, come nel 2009, Google non comprerà il New York Times o qualche altro giornale”.

“Local” sembra essere la parola d’ordine del 2010. “Ci saranno sempre più giornali, online e non, che copriranno città, quartieri, regioni” ma i grandi media che tenteranno di avvicinarsi a questa dimensione con un vecchio approccio non è detto che abbiano successo.

Con Facebook che continuerà a crescere nel mondo ma quasi all’apice negli Usa e gli utenti Twitter che preferiscono sempre di più le applicazioni di terzi invece che la pagina web, Langeveld non si stupirebbe di vedere un giorno Mark Zuckerberg e Evan Williams (rispettivamente fondatore di Facebook e Twitter) stringersi la mano.

Infine, il 2010 sarà anche l’anno del boom per quanto riguarda il consumo delle notizie sul telefonino. Questa tendenza si è già fatta notare durante il 2009: l’applicazione dell’AP per iPhone è stata scaricata da diversi milioni di utenti (in Italia sono andate bene anche quelle di Repubblica e Corriere). “Verso la fine del 2010, con molti più possessori di smartphone [in giro], le applicazioni per news troveranno decine di milioni di nuovi utenti”.

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