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	<title>Indrit Maraku &#187; Social Networks</title>
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		<title>Sky News ai giornalisti: Installate tutti TweetDeck</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 22:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sky News installerà TweetDeck, la più famosa applicazione per Twitter, sui computer di tutti i suoi giornalisti entro massimo un mese. La decisione fa parte del nuovo piano che punta ad un uso maggiore dei social media nella raccolta e la diffusione delle notizie.</p> <p>Già nel marzo scorso Sky News aveva nominato Ruth Barnett [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2010/01/TweetDeck.png"><img class="alignright size-medium wp-image-338" title="TweetDeck" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2010/01/TweetDeck-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a>Sky News installerà <a href="http://www.tweetdeck.com" target="_blank">TweetDeck</a>, la più famosa applicazione per <a href="http://indritmaraku.com/ita/category/twitter/" target="_blank">Twitter</a>, sui computer di tutti i suoi giornalisti entro massimo un mese. La decisione fa parte del nuovo piano che punta ad un uso maggiore dei social media nella raccolta e la diffusione delle notizie.</p>
<p>Già nel marzo scorso Sky News aveva nominato Ruth Barnett come responsabile per i social media, ossia una specie di “Twitter Correspondent”. Ma adesso che l’uso quotidiano dei social media come fonte di informazione cresce sempre di più, anche la famosa emittente ha dovuto adeguarsi estendendo il ruolo a tutti i suoi giornalisti.</p>
<p>TweetDeck, creata nel 2008, è stata la prima applicazione per Twitter a integrare i “gruppi”, un modo semplice per gestire e raggruppare vari contatti. Oltre alla possibilità di gestire diversi profili, di recente permette una integrazione anche con <a href="http://facebook.com/IndritMarakuCom" target="_blank">Facebook</a>, MySpace e LinkedIn. <span id="more-337"></span></p>
<p>Le novità tuttavia non riguardano solo le applicazioni. Oltre al classico profilo di Sky News su Twitter (dove finiscono le notizie già pubblicate sul sito), poco tempo fa è stato lanciato anche uno nuovo, <a href="http://twitter.com/skynewsbreak" target="_blank">@skynewsbreak</a>, sul quale le notizie verranno rese note già prima della loro comparsa online.</p>
<p><a href="http://twitter.com/IndritMaraku" target="_blank">Twitter</a> non è sicuramente l’unico social media usato dai giornalisti di Sky, ma la sua versatilità “lo rende un must”, ha spiegato Julian March di Sky News Online al sito <a href="http://www.journalism.co.uk/2/articles/537082.php" target="_blank">Journalism.co.uk</a>. “Non ci sono così tanti utenti come su Facebook ma sono molto partecipativi e questo può essere sfruttato in tanti modi diversi”, ha detto.</p>
<p>L’integrazione del sito con Facebook Connect è nella lista delle cose da fare ma “dobbiamo stare attenti nell’attraversare troppo le piattaforme”, mette in guardia March. “La buona televisione non si fa mandando in onda buoni materiali dal Web. Dobbiamo essere consapevoli della forza di ogni singola piattaforma” e capire “in quale stiamo operando”.</p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2010/01/07/sky-news-ai-giornalisti-installate-tutti-tweetdeck/"></a></div><div id="tweetbutton337" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2010%2F01%2F07%2Fsky-news-ai-giornalisti-installate-tutti-tweetdeck%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Sky%20News%20ai%20giornalisti%3A%20Installate%20tutti%20TweetDeck%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2010%2F01%2F07%2Fsky-news-ai-giornalisti-installate-tutti-tweetdeck%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Social Media, i 10 momenti più importanti del 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;">Il 2009 è stato sicuramente un anno molto importante per i social media. Facebook ha suggellato la sua supremazia raggiungendo più di 350 milioni di iscritti mentre Twitter ha fatto il boom grazie anche a molti personaggi famosi che hanno iniziato ad usarlo. </p> <p style="margin: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><img class="alignright size-medium wp-image-334" title="L'aereo sul fiume Hudson" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2010/01/Laereo-sul-fiume-Hudson-224x300.jpg" alt="L'aereo sul fiume Hudson" width="224" height="300" />Il 2009 è stato sicuramente un anno molto importante per i social media. <a href="http://indritmaraku.com/ita/category/facebook" target="_blank">Facebook</a> ha suggellato la sua supremazia raggiungendo più di 350 milioni di iscritti mentre <a href="http://indritmaraku.com/ita/category/twitter" target="_blank">Twitter</a> ha fatto il boom grazie anche a molti personaggi famosi che hanno iniziato ad usarlo. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma quali sono stati i momenti più significativi per i social media durante gli ultimi 12 mesi? Il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/technology/2009/12/top-10-social-media-events.html" target="_blank">Los Angeles Times</a> ha stilato la sua Top 10. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>10. “Word of Web”.</strong> Mentre la gente comincia a spendere sempre più tempo in servizi come Facebook e Twitter, aumenta anche la discussione sul Web su vari prodotti e/o eventi. La parola ora non passa più soltanto da bocca in bocca ma anche via Internet. Gli esperti lo chiamano marketing “virale”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>9. Whopper Sacrifice.</strong> Facebook è stato sicuramente la piattaforma che si è prestato di più a quest’ultima frontiera del marketing e Burger King lo ha sfruttato appieno. Il gioco del “Whopper Sacrifice” chiedeva agli utenti Facebook di cancellare 10 amici in cambio di un panino gratis. Nel giro di due settimane 233.906 “amici” semplicemente scomparirono. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>8. Google Wave.</strong> Per diverse settimane in molti ci siamo messi a pregare amici e non per avere un invito. Google Wave è stato sicuramente il “must have” del 2009. Quasi un capriccio da bambini, perché una volta arrivato l’invito lo abbiamo usato abbastanza poco, causa l’interfaccia un po’ difficile da capire, la sua lentezza e la poca diffusione. Una cosa è certa: l’e-mail, che doveva morire con l’avvento di Wave, è ancora vivo e sano. <span id="more-333"></span><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>7. Twitter e Facebook sotto attacco</strong>. Proprio quando era diventato molto importante per far circolare informazioni da tutto il mondo, specialmente dalle zone più calde, con la fine dell’estate <a href="http://twitter.com/IndritMaraku" target="_blank">Twitter</a> è andato improvvisamente giù per ore intere. E poi <a href="http://facebook.com/IndritMarakuCom" target="_blank">Facebook</a>. Poi LiveJournal. E ancora YouTube. Che stava succedendo? I maggiori siti di social network era sotto un pesantissimo attacco da parte dei pirati del Web. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>6. Ashton Kutcher vs. CNN.</strong> Più noto in quanto giovane marito di Demi Moore che per altro, Kutcher (@aplusk su Twitter) ha sfidato uno dei profili più seguiti ai tempi, quello di CNN Breaking News: se raggiungeva per primo 1 milione di follower aveva promesso di donare dei soldi contro la malaria. Grazie a qualche tattica, come <a href="http://gawker.com/5179221/demi-moores-butt-twittered" target="_blank">postare il sedere della moglie su Twitter</a>, è riuscito a vincere. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>5. Fenomeno Susan Boyle.</strong> E’ stato sicuramente uno dei migliori prodotti di quella “Word of Web” di cui si parlava prima. La 48enne scozzese un po’ bruttina ma dalla voce meravigliosa è passata nel giro di pochi giorni da una perfetta sconosciuta ad essere famosa in tutto il mondo, dopo la partecipazione allo show “Britain’s Got Talent”. Il suo video su YouTube è stato il più visualizzato dell’anno. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>4. R.I.P. Michael Jackson.</strong> Per circa un ora i grandi media hanno cercato di temporeggiare cautamente sulla morte del Re del pop. Quando la conferma è arrivata, su Twitter già si piangeva da un pezzo. La morte di uno degli artisti più grandi nella storia della musica è stato l’esempio perfetto di come le notizie importanti girino in fretta sul Web. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>3. R.I.P. &#8230;falsi!</strong> In alcuni casi è stata proprio questa velocità del Web che ha diffuso notizie false. Così, molti personaggi che NON sono morti l’anno scorso hanno letto con i propri occhi della loro prematura scomparsa. Tra questi anche George Clooney, Britney Spears ed Ellen DeGeneres.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>2. Proteste in Iran.</strong> Le violenti proteste politiche in seguito alle elezioni della scorsa estate in Iran hanno trovato tantissimi sostenitori ovunque nel mondo. Molti utenti di Twitter hanno cambiato o ritoccato l’immagine del proprio profilo con uno sfondo verde, facendosi parte di un tam-tam che ha aiutato il diffondersi della voce degli oppositori del regime. Per molto tempo Twitter è stato quasi l’unico medium dove cercare informazioni da Teheran e in molti hanno parlato di una “Twitter Revolution”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>1. L’aereo sul fiume Hudson.</strong> Il mondo ha visto le prime <a href="http://latimesblogs.latimes.com/technology/2009/01/citizen-photo-o.html" target="_blank">immagini dell’ammaraggio di un aereo sul fiume Hudson</a> (e dei successivi soccorsi) grazie alla foto scattata con un iPhone e pubblicata su Twitter da Janis Krums. Un altro esempio di citizen journalism grazie al quale è diventato chiaro che niente può essere perso solo perché in quel momento non c’è un giornalista nei paraggi. Chiunque può essere un reporter per un momento e dare al mondo la notizia. </span></p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2010/01/04/social-media-i-10-momenti-piu-importanti-del-2009/"></a></div><div id="tweetbutton333" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2010%2F01%2F04%2Fsocial-media-i-10-momenti-piu-importanti-del-2009%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Social%20Media%2C%20i%2010%20momenti%20pi%C3%B9%20importanti%20del%202009%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2010%2F01%2F04%2Fsocial-media-i-10-momenti-piu-importanti-del-2009%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook &amp;&#8230; sorry, Peace and Love!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 02:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presto nel mondo ci sarà la pace! No, non sono Gesù Cristo. L&#8217;ho letto su Facebook. O meglio, sul nuovo hub Peace.Facebook.com che il social network ha lanciato ieri per aiutare la pace nel mondo. &#8220;E come ci riuscirebbe?&#8221;, chiedereste subito voi scettici. &#8220;Costruendo la tecnologia necessaria per aiutare la gente a capirsi meglio&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-239" title="facebook-peace" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/facebook-peace-300x185.png" alt="facebook-peace" width="300" height="185" />Presto nel mondo ci sarà la pace! No, non sono Gesù Cristo. L&#8217;ho letto su Facebook. O meglio, sul nuovo hub <a href="http://peace.facebook.com/" target="_blank">Peace.Facebook.com</a> che il social network ha lanciato ieri per aiutare la pace nel mondo. &#8220;E come ci riuscirebbe?&#8221;, chiedereste subito voi scettici. &#8220;Costruendo la tecnologia necessaria per aiutare la gente a capirsi meglio&#8221;, no?</p>
<p>Già, perché &#8220;permettendo alla gente di connettersi più facilmente e condividere le proprie idee, possiamo far diminuire i conflitti nel mondo, nel breve e nel lungo termine&#8221;.</p>
<p>Ma secondo voi, perché il conflitto tra palestinesi e israeliani va avanti da più di 50 anni? Semplice: perché finora non avevano dove connettersi e condividere le proprie idee!!! Cioè, dire all&#8217;altro una cosa tipo: <em>&#8220;Ciao carissimo, come stai? Vorrei tanto che tu possa crepare il prima possibile&#8221;!</em></p>
<p><span id="more-238"></span>Ma mica solo questo! Presto scompariranno anche i pregiudizi tra musulmani e cristiani. Ve lo giuro! Se non ci credete date un&#8217;occhiata al grafico qui sotto: ben più di 71 mila cristiani e musulmani hanno stretto amicizia su Facebook nelle ultime 24 ore. Miracolo della condivisione!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-240" title="facebook-muslim-christian" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/facebook-muslim-christian.png" alt="facebook-muslim-christian" width="526" height="321" />Ora, da buon albanese, sono molto contento anche del fatto che il conflitto Albania-Serbia stia per terminare: più di 8 mila connessioni in solo 24 ore sono un ottimo segnale in questo senso (grafico sotto). L&#8217;unica perplessità è che, nonostante io sia uno molto informato sulle vicende del mio Paese, sapevo che il conflitto in questione riguardasse il Kosovo, che ha avuto l&#8217;indipendenza dalla Serbia, e non l&#8217;Albania.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-241" title="facebook-albania-serbia" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/facebook-albania-serbia.png" alt="facebook-albania-serbia" width="529" height="319" />Comunque sia, ricordatevi sempre: Faceb&#8230; scusate di nuovo, <strong>Peace and Love!</strong></p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/28/facebook-peace/"></a></div><div id="tweetbutton238" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F28%2Ffacebook-peace%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Facebook%20%26%23038%3B%26%238230%3B%20sorry%2C%20Peace%20and%20Love%21%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F28%2Ffacebook-peace%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Anche la BBC avrà un Social Media Editor</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il New York Times, anche la BBC ha deciso di creare un nuovo profilo all&#8217;interno del suo staff: quello di un Social Media Editor. La decisione fa parte di un piano più ampio attraverso il quale l&#8217;emittente britannica vuole aprirsi al mondo dei social media, fa sapere il Guardian.</p> <p>La nuova figura, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-210" title="bbc" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/bbc-300x186.png" alt="bbc" width="300" height="186" />Dopo il <a href="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/05/27/il-new-york-times-ora-con-un-social-media-editor/" target="_blank">New York Times</a>, anche la BBC ha deciso di creare un nuovo profilo all&#8217;interno del suo staff: quello di un Social Media Editor. La decisione fa parte di un piano più ampio attraverso il quale l&#8217;emittente britannica vuole aprirsi al mondo dei social media, fa sapere il <a href="http://www.guardian.co.uk/media/pda/2009/oct/19/bbb-creates-social-media-editor" target="_blank">Guardian</a>.</p>
<p>La nuova figura, che farà parte della redazione di Londra, aiuterà l&#8217;organizzazione a imparare come esplorare meglio i social media. &#8220;Come molte altre <em>news organisation</em>, noi siamo solo agli inizi di qualcosa di molto eccitante&#8221;, dice Nic Newman, responsabile della BBC sui media futuri e la tecnologia. &#8220;Ci rendiamo conto che i social media giocano un ruolo molto importante e con questa nuova figura stiamo coordinando le migliori pratiche&#8221; da seguire.</p>
<p>Lo scorso maggio, invece, era il New York Times che affidava a <a href="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/05/27/il-new-york-times-ora-con-un-social-media-editor/" target="_blank">Jennifer Preston</a> il ruolo di Social Media Editor, con lo scopo di creare una maggiore integrazione tra i media tradizionali e quelli nuovi. L&#8217;estate scorsa Sky News si è spinta oltre nominando <a href="http://twitter.com/RuthBarnett" target="_blank">Ruth Barnett</a> come Corrispondente Twitter: anche qui lo scopo è quello di scovare informazioni su notizie di ultim&#8217;ora.</p>
<p><span id="more-209"></span>La BBC ha già alcune persone che controllano i social media alla ricerca di notizie. Il compito del nuovo responsabile sarà quello di aiutare l&#8217;emittente a cambiare il suo modo di lavorare, ma &#8220;è ovvio che una persona non può fare tutto da solo&#8221;, dice Newman. &#8220;Raggiungere il proprio pubblico sui social media significa prenderlo ancora di più in considerazione e questo per la BBC è molto importante&#8221;.</p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/21/anche-la-bbc-avra-un-social-media-editor/"></a></div><div id="tweetbutton209" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F21%2Fanche-la-bbc-avra-un-social-media-editor%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Anche%20la%20BBC%20avr%C3%A0%20un%20Social%20Media%20Editor%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F21%2Fanche-la-bbc-avra-un-social-media-editor%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Il caso #JanMoir e la lezione sui Social Media</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 14:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Boyzone]]></category>
		<category><![CDATA[Daily Mail]]></category>
		<category><![CDATA[Jan Moir]]></category>
		<category><![CDATA[Mail Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Gately]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">La pagina senza pubblicità</p> <p>Forse nemmeno lei se la sarebbe aspettata ma ieri è diventata protagonista sia della Blogosfera che della Twittosfera. Jan Moir tiene una rubrica sul MailOnline (versione digitale del Daily Mail) e il suo ultimo articolo ha fatto arrabbiare molti lettori. Parlava di Stephen Gately, cantante gay del gruppo Boyzone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_189" class="wp-caption alignleft" style="width: 248px"><img class="size-full wp-image-189" title="Immagine 2" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/Immagine-25.png" alt="La pagina senza pubblicità" width="238" height="157" /><p class="wp-caption-text">La pagina senza pubblicità</p></div>
<p>Forse nemmeno lei se la sarebbe aspettata ma ieri è diventata protagonista sia della Blogosfera che della Twittosfera. Jan Moir tiene una rubrica sul <em>MailOnline</em> (versione digitale del <em>Daily Mail</em>) e il suo ultimo articolo ha fatto arrabbiare molti lettori. Parlava di Stephen Gately, cantante gay del gruppo Boyzone, trovato morto qualche giorno fa in Spagna e già il titolo rivelava la polemica: <a href="http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1220756/A-strange-lonely-troubling-death--.html" target="_blank">&#8220;A strange, lonely and troubling death&#8230;&#8221;</a>.</p>
<p>La giornalista non accetta la versione ufficiale che parla di morte naturale e &#8211; con tono decisamente ironico &#8211; va a guardare nella vita del cantante, parla della festa dove aveva partecipato la sera prima di morire e allude all&#8217;uso di sostanze stupefacenti. Parole forti che non risparmiano nemmeno l&#8217;unione civile tra Gately e il suo compagno. Ma i lettori non ci stanno e da lì a poco parte la protesta sui social media.</p>
<p>Su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=151083562155" target="_blank">Facebook</a> è stato creato un gruppo che chiede al <em>MailOnline</em> di ritirare l&#8217;articolo, accusato di essere omofobico e pieno di odio. Il gruppo inoltre riporta la lista degli inserzionisti ai quali chiede di ritirare le loro pubblicità dalla pagina dell&#8217;articolo. Il tam tam cominciato su Facebook passa anche su Twitter e in pochi minuti il tag <a href="http://twitter.com/#search?q=%23JanMoir" target="_blank">#JanMoir</a> scala i Trending Topics per arrivare al secondo posto. Ad un certo punto avviene la sorpresa: <em>MailOnline</em> toglie la pubblicità dalla pagina. Spariscono il banner principale in alto, quello verticale a sinistra e il quadrato sulla colonna destra. <span id="more-188"></span></p>
<p>Nel pomeriggio la giornalista rilascia un <a href="http://www.brandrepublic.com/News/946413/MailOnline-ads-pulled-columnist-Jan-Moirs-article-amid-gay-backlash/" target="_blank">comunicato stampa</a>, tramite l&#8217;ufficio PR del Mail, dove, oltre a negare le accuse di omofobia, si mette a chiarire paragrafo per paragrafo cosa in realtà voleva dire. Qualcuno giustamente le suggerisce di cambiare mestiere, se le serve di riscrivere quasi da capo un articolo per spiegarsi per bene.</p>
<div id="attachment_190" class="wp-caption alignright" style="width: 146px"><img class="size-full wp-image-190" title="Immagine 3" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/Immagine-32.png" alt="Jan Moir" width="136" height="92" /><p class="wp-caption-text">Jan Moir</p></div>
<p>La Moir ha definito la protesta che si è creata su Internet come &#8220;fortemente orchestrata&#8221;. In effetti, se non conosci i Social Media può sembrare strano come un gruppo su Facebook possa raggiungere più di 8700 iscritti in un giorno. Può sembrare strano anche che metà degli utenti Twitter parlino di te. Ma è il <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/introduction_to_the_real_time_web.php" target="_blank">Real-Time Web</a>, bellezza! Di pubblicazione in condivisione, di tweet in ReTweet la notizia sui social media scorre velocissima. E questo la Moir l&#8217;ha imparato ieri a proprie spese.</p>
<p>La pubblicità sulla pagina è ricomparsa dopo che il Mail ha portato una modifica al pezzo all&#8217;1:05 della note. Con la speranza che nessuno se ne accorgesse? I social media non perdonano e l&#8217;aggiornamento &#8211; insieme all&#8217;ora &#8211; è stato prontamente riportato sul gruppo Facebook. Una lezione sicuramente anche per la redazione del Mail.</p>
<p>A chi invece parla di &#8220;campagna orchestrata&#8221; forse bisogna ricordare il caso <a href="http://mashable.com/2009/06/14/cnnfail/" target="_blank">#CNNfail</a>: ossia quando le proteste su Twitter hanno costretto la CNN a dedicare l&#8217;apertura sul sito e a fornire una migliore copertura sulle proteste sanguinose in Iran dopo le ultimi elezioni.</p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/17/il-caso-janmoir-e-la-lezione-sui-social-media/"></a></div><div id="tweetbutton188" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F17%2Fil-caso-janmoir-e-la-lezione-sui-social-media%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Il%20caso%20%23JanMoir%20e%20la%20lezione%20sui%20Social%20Media%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F17%2Fil-caso-janmoir-e-la-lezione-sui-social-media%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Afterhours a Los Angeles, il backstage è su Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Afterhours]]></category>
		<category><![CDATA[backstage]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Russo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;">di Luca Russo</p> <p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"> <p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"> <p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;">Dopo aver trasformato con dubbi risultati l&#8217;album “Ballate Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"><img class="alignright size-medium wp-image-167" title="afterhours twitter" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/afterhours-twitter-300x288.png" alt="afterhours twitter" width="300" height="288" /><strong><a href="http://www.indritmaraku.com/ita/tag/luca-russo/" target="_blank">di Luca Russo</a></strong></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;">
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;">
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dopo aver trasformato con dubbi risultati l&#8217;album “Ballate Per Piccole Iene” in “Ballads For Little Hyenas” gli Afterhours tornano ad assaporare il sogno americano. La band si trova infatti proprio in queste ore a Los Angeles per una serie di iniziative all&#8217;interno del  festival Hit week Los Angeles. </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; min-height: 16px; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il 13 ottobre hanno così reso omaggio allo scrittore Ennio Flaiano rileggendo in musica alcune sue opere all&#8217;Istituto di cultura italiano, mentre giovedì 15 hanno rivisitato alcuni loro brani in versione acustica allo Standard Hollywood. Il mini-tour si concluderà il 16 Ottobre con una performance in grande stile all&#8217;Henry Fonda Theatre. </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; min-height: 16px; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Siamo arrivati tardi con questa comunicazione? Niente paura, potete recuperare tutte le informazioni sulla pagina <strong><a href="http://twitter.com/weareafterhours" target="_blank">Twitter della band</a></strong> o sul sito di <a href="http://xl.repubblica.it/dettaglio/78946?ref=rephpsp2" target="_blank"><strong>Repubblica XL</strong></a>. Il gruppo di Agnelli, o molto probabilmente la sezione marketing della casa discografica, ha scelto di tenere aggiornati i fans “minuto per minuto” attraverso gli short messages del social network. </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; min-height: 16px; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Tahoma; text-align: justify; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span id="more-166"></span>La scelta pare brillante ed al passo con i tempi, sebbene non riesco ad immaginare Agnelli che mentre entra in un enorme negozio di strumenti americano sfodera il suo Blackberry e scrive messaggi del tipo: “Siamo solo al primo negozio di strumenti e già abbiamo una lista della spesa infinita!”. Tuttavia è sempre bello immaginarlo.</span></p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/15/afterhours-a-los-angeles-il-backstage-e-su-twitter/"></a></div><div id="tweetbutton166" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F15%2Fafterhours-a-los-angeles-il-backstage-e-su-twitter%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Afterhours%20a%20Los%20Angeles%2C%20il%20backstage%20%C3%A8%20su%20Twitter%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F15%2Fafterhours-a-los-angeles-il-backstage-e-su-twitter%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Emilio Fede vs. Facebook: Istiga alla violenza, va chiuso</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 15:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Fede]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[TG4]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p> <p>Un paio di giorni fa Emilio Fede, direttore del TG4, si è totalmente scagliato contro Facebook prendendo come spunto la morte di un 15enne che, prima di togliersi la vita, avrebbe annunciato le proprie intenzioni sul suo profilo. E a quanto pare, a Fede basta questo per affermare che Facebook è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><!--[Fast Tube]--><span id="mhNrLv5q7bQ" style="text-align:center;display:block;"><a title="Click here to watch this video!" href="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/14/emilio-fede-vs-facebook-istiga-alla-violenza-va-chiuso/#mhNrLv5q7bQ"><img src="http://i.ytimg.com/vi/mhNrLv5q7bQ/0.jpg" alt="Fast Tube" border="0" width="320" height="240" /></a></span><!--[/Fast Tube]--></p>
<p>Un paio di giorni fa Emilio Fede, direttore del TG4, si è totalmente scagliato contro Facebook prendendo come spunto la morte di un 15enne che, prima di togliersi la vita, avrebbe annunciato le proprie intenzioni sul suo profilo. E a quanto pare, a Fede basta questo per affermare che Facebook è il male. Anzi, per dirla con le sue parole, <strong>&#8220;Facebook è paranoia, è violazione della privacy, è istigazione alla violenza&#8221;.</strong></p>
<p>Facebook, ovviamente, non ha niente a che fare con le motivazioni che hanno portato questo ragazzo ad un gesto così drammatico. Mi viene da chiedere: se quell&#8217;adolescente avesse lasciato un foglio di carta, come purtroppo spesso fa chi decide di togliersi la vita, sarebbe stata colpa della carta? Per convincerci della pericolosità del social network Fede manda i suoi giornalisti ad intervistare la gente per strada e gli esperti della Polizia Postale (video sotto) che, giustamente, non potendo accusare Facebook di nulla, parlano sui pericoli della Rete in generale. Cose che ovviamente nessuno nega, ma che hanno a che vedere con la <strong>cultura digitale</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-151"></span><!--[Fast Tube]--><span id="zp10_Dx4gT8" style="text-align:center;display:block;"><a title="Click here to watch this video!" href="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/14/emilio-fede-vs-facebook-istiga-alla-violenza-va-chiuso/#zp10_Dx4gT8"><img src="http://i.ytimg.com/vi/zp10_Dx4gT8/0.jpg" alt="Fast Tube" border="0" width="320" height="240" /></a></span><!--[/Fast Tube]--></p>
<p>Se voleva essere utile alla comunità il direttore poteva prendere un esperto e spiegare come vanno settate le impostazioni sulla privacy o altro. Invece no. Lui lancia un sondaggio: <strong>Facebook, SI o NO?!!</strong> Potere dell&#8217;ignoranza e della disinformazione!</p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/14/emilio-fede-vs-facebook-istiga-alla-violenza-va-chiuso/"></a></div><div id="tweetbutton151" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F14%2Femilio-fede-vs-facebook-istiga-alla-violenza-va-chiuso%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Emilio%20Fede%20vs.%20Facebook%3A%20Istiga%20alla%20violenza%2C%20va%20chiuso%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F14%2Femilio-fede-vs-facebook-istiga-alla-violenza-va-chiuso%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Dimmi che social network usi e ti dirò chi sei</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[CNN]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[MySpace]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il ceto sociale determina la scelta del social network? Se lo è chiesto la CNN e la risposta sembra essere affermativa. O almeno è quello che suggeriscono recenti ricerche come quella della Nielsen, secondo la quale le persone demograficamente più influenti c&#8217;è una probabilità maggiore del 25% di trovarle su Facebook, mentre quelli meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-149" title="social-media-points5(2)" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/social-media-points52-300x214.gif" alt="social-media-points5(2)" width="300" height="214" />Il ceto sociale determina la scelta del social network? Se lo è chiesto la <a href="http://edition.cnn.com/2009/TECH/science/10/13/social.networking.class/index.html" target="_blank">CNN</a> e la risposta sembra essere affermativa. O almeno è quello che suggeriscono recenti ricerche come quella della Nielsen, secondo la quale le persone demograficamente più influenti c&#8217;è una probabilità maggiore del 25% di trovarle su <a href="http://www.indritmaraku.com/ita/category/facebook/" target="_blank">Facebook</a>, mentre quelli meno influenti c&#8217;è una possibilità del 37% di trovarli su MySpace.</p>
<p>Guardando più nel dettaglio, quasi il 23% degli utenti di Facebook guadagnano più di 100.000 dollari all&#8217;anno, cifre che possono essere raggiunte da poco più del 16% di chi usa <a href="http://www.indritmaraku.com/ita/category/social-networks/" target="_blank">MySpace</a>. Rovesciando la medaglia, il 37% dei membri di MySpace guadagna meno di 50.000 dollari all&#8217;anno, cosa che avviene con il 28% degli utenti di Facebook.</p>
<p>Gli utenti di MySpace tendono ad essere dello ceto medio e senza una laurea, dice Mike Mancini della Nielsen che per il suo studio ha usato un pannello di 200 mila iscritti ai social media negli Stati Uniti durante il mese di agosto.</p>
<p>Ancora più benestanti sono gli utenti di <a href="http://indritmaraku.com/ita/category/twitter/" target="_blank">Twitter</a> (<em>&#8230;e qui mi verrebbe da dire: ma quando mai!</em>) e di <a href="http://www.indritmaraku.com/ita/category/social-networks/" target="_blank">LinkedIn</a> (<em>come prima, per quanto mi riguarda!</em>). Quasi il 38% di chi ha un profilo LinkedIn &#8211; sito di networking per professionisti &#8211; guadagna più di 100 mila dollari all&#8217;anno &#8230;ma questo purtroppo non è il caso mio.</p>
<p><span id="more-148"></span>Niente di nuovo, comunque, secondo la CNN. danah boyd &#8211; studiosa di etnografia che non ama scrivere il proprio nome in maiuscolo &#8211; dice di aver notato questo <em>&#8220;class divide&#8221;</em> emergere già nel 2006, quando faceva delle ricerche sull&#8217;uso dei social network da parte degli adolescenti americani.</p>
<p>Quando cominciò il suo studio la boyd notò che tutti gli liceali usavano MySpace ma verso la fine dell&#8217;anno scolastico stavano già passando su Facebook. Le spiegazioni degli studenti erano: &#8220;Perché ha più opzioni&#8221;, &#8220;MySpace è pericoloso, Facebook è più sicuro&#8221;, &#8220;i miei amici sono già lì&#8221;.</p>
<p>Mentre Internet può creare ponti tra persone che si trovano sui lati opposti del globo, tendiamo ancora a connetterci sui social network con le stesse persone con le quali siamo in contatto durante la nostra vita offline, dice Sarah Perez, scrittrice e blogger sulla tecnologia. &#8220;Sono effettivamente uno specchio della nostra vita reale &#8211; dice alla CNN &#8211; I social network sono la versione online di ciò che i ragazzi fanno dopo scuola&#8221;.</p>
<p><em>Per maggiori dettagli andate a leggere direttamente l&#8217;articolo, molto interessante, della <a href="http://edition.cnn.com/2009/TECH/science/10/13/social.networking.class/index.html" target="_blank">CNN</a>.</em></p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/14/dimmi-che-social-network-usi-e-ti-diro-chi-sei/"></a></div><div id="tweetbutton148" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F14%2Fdimmi-che-social-network-usi-e-ti-diro-chi-sei%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Dimmi%20che%20social%20network%20usi%20e%20ti%20dir%C3%B2%20chi%20sei%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F14%2Fdimmi-che-social-network-usi-e-ti-diro-chi-sei%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Facebook, la fonte di traffico più importante</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 22:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bing]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;">Tra motori di ricerca e social media, ci sono davvero tanti modi per trovare un sito. E fin qui, niente di nuovo. Ma, chi tra queste fonti offre il maggior numero di utenti “fedeli”, ossia utenti che tornano più volte a vedere lo stesso sito?</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-62" title="Immagine 2" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/Immagine-2-300x189.png" alt="Immagine 2" width="300" height="189" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tra motori di ricerca e social media, ci sono davvero tanti modi per trovare un sito. E fin qui, niente di nuovo. Ma, chi tra queste fonti offre il maggior numero di utenti “fedeli”, ossia utenti che tornano più volte a vedere lo stesso sito?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio condotto dal network <em><a href="http://www.chitika.com/" target="_blank">Chitika</a></em>, che ha analizzato le abitudini di browsing di più di 33 milioni di navigatori durante il mese di settembre. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Secondo i loro dati, la maggior parte dei visitatori più fedeli, provengono da Facebook: il 20% dei frequentatori del social network, infatti, tornerebbe minimo quattro volte a settimana su un singolo sito. Rimanendo tra i social networks, il traffico proveniente da Digg offre una fidelizzazione pari al 16% mentre quello che arriva da Twitter si ferma all’11%.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">I motori di ricerca sono ottimi per trovare informazione in Rete, ma quando si tratta di offrire clienti fedeli ad un sito, devono per forza inchinarsi ai social media. Secondo lo stesso studio, Yahoo! (15%) riesce a fare meglio di Google su questo punto (Sorpresi?) che insieme a Bing s’aggirano intorno al 12%.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma; min-height: 16.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Tahoma;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Che significa tutto ciò? Che forse conviene incoraggiare chi visita il vostro sito a condividerlo sui social networks. E, a proposito di questo, qui sotto c’è un pulsante a vostra disposizione! <img src='http://www.indritmaraku.com/ita/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/07/facebook-la-fonte-di-traffico-piu-importante/"></a></div><div id="tweetbutton61" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F07%2Ffacebook-la-fonte-di-traffico-piu-importante%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Facebook%2C%20la%20fonte%20di%20traffico%20pi%C3%B9%20importante%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F07%2Ffacebook-la-fonte-di-traffico-piu-importante%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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		<title>Sono le donne le vere padrone dei social media</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 13:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indrit Maraku</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Secondo uno studio pubblicato da Information is Beautiful, le donne usano i social media più degli uomini.</p> <p>Fa eccezione Digg con i suoi 64% di utenti maschi. Mentre su YouTube, LinkedIn e del.icio.us c&#8217;è una sostanziale parità tra i sessi.</p> <p>I dati più interessanti, però, riguardano quei social network che ultimamente vanno anche più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-57" title="Immagine 5" src="http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/uploads/2009/10/Immagine-5-275x300.png" alt="Immagine 5" width="275" height="300" />Secondo uno studio pubblicato da <a href="http://www.informationisbeautiful.net/2009/who-rules-the-social-web/" target="_blank"><em>Information is Beautiful</em></a>, le donne usano i social media più degli uomini.</p>
<p>Fa eccezione Digg con i suoi 64% di utenti maschi. Mentre su YouTube, LinkedIn e del.icio.us c&#8217;è una sostanziale parità tra i sessi.</p>
<p>I <a href="http://spreadsheets.google.com/ccc?key=0AmCeWwNKr6FmdFVlSjRFRTdlMVRNaTVLdGNQVGNDclE&amp;hl=en_GB" target="_blank">dati</a> più interessanti, però, riguardano quei social network che ultimamente vanno anche più di moda come Facebook, Twitter, FriendFeed ecc. dove, a quanto pare, a farla da padrone sono proprio le donne:</p>
<p><strong>- Facebook       57%<br />
- Twitter           57%<br />
- FriendFeed   55%<br />
- Flickr             55%<br />
- Hi5                 54%<br />
- MySpace       64%</strong></p>
<p>Dati che sicuramente interesseranno maggiormente a tutte quelle organizzazioni e aziende che si rivolgono ad un pubblico femminile, che dovranno ora cercare di capire cosa cercano le donne sui social networks e come accontentare le loro richieste.</p>
<div align="right" style="float: right; clear:left; padding: 5px 0px 0px -20px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.indritmaraku.com/ita/2009/10/06/sono-le-donne-le-vere-padrone-dei-social-media/"></a></div><div id="tweetbutton56" class="tw_button" style="float:left;margin-right:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F06%2Fsono-le-donne-le-vere-padrone-dei-social-media%2F&amp;text=RT%20%40IndritMaraku%20Sono%20le%20donne%20le%20vere%20padrone%20dei%20social%20media%20-%20Indrit%20Maraku&amp;related=IndritMaraku&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.indritmaraku.com%2Fita%2F2009%2F10%2F06%2Fsono-le-donne-le-vere-padrone-dei-social-media%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.indritmaraku.com/ita/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>

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