Twitterando

Afterhours a Los Angeles, il backstage è su Twitter

afterhours twitterdi Luca Russo

Dopo aver trasformato con dubbi risultati l’album “Ballate Per Piccole Iene†in “Ballads For Little Hyenas†gli Afterhours tornano ad assaporare il sogno americano. La band si trova infatti proprio in queste ore a Los Angeles per una serie di iniziative all’interno del  festival Hit week Los Angeles.

Il 13 ottobre hanno così reso omaggio allo scrittore Ennio Flaiano rileggendo in musica alcune sue opere all’Istituto di cultura italiano, mentre giovedì 15 hanno rivisitato alcuni loro brani in versione acustica allo Standard Hollywood. Il mini-tour si concluderà il 16 Ottobre con una performance in grande stile all’Henry Fonda Theatre.

Siamo arrivati tardi con questa comunicazione? Niente paura, potete recuperare tutte le informazioni sulla pagina Twitter della band o sul sito di Repubblica XL. Il gruppo di Agnelli, o molto probabilmente la sezione marketing della casa discografica, ha scelto di tenere aggiornati i fans “minuto per minuto†attraverso gli short messages del social network.

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Emilio Fede vs. Facebook: Istiga alla violenza, va chiuso

Un paio di giorni fa Emilio Fede, direttore del TG4, si è totalmente scagliato contro Facebook prendendo come spunto la morte di un 15enne che, prima di togliersi la vita, avrebbe annunciato le proprie intenzioni sul suo profilo. E a quanto pare, a Fede basta questo per affermare che Facebook è il male. Anzi, per dirla con le sue parole, “Facebook è paranoia, è violazione della privacy, è istigazione alla violenza”.

Facebook, ovviamente, non ha niente a che fare con le motivazioni che hanno portato questo ragazzo ad un gesto così drammatico. Mi viene da chiedere: se quell’adolescente avesse lasciato un foglio di carta, come purtroppo spesso fa chi decide di togliersi la vita, sarebbe stata colpa della carta? Per convincerci della pericolosità del social network Fede manda i suoi giornalisti ad intervistare la gente per strada e gli esperti della Polizia Postale (video sotto) che, giustamente, non potendo accusare Facebook di nulla, parlano sui pericoli della Rete in generale. Cose che ovviamente nessuno nega, ma che hanno a che vedere con la cultura digitale.

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Dimmi che social network usi e ti dirò chi sei

social-media-points5(2)Il ceto sociale determina la scelta del social network? Se lo è chiesto la CNN e la risposta sembra essere affermativa. O almeno è quello che suggeriscono recenti ricerche come quella della Nielsen, secondo la quale le persone demograficamente più influenti c’è una probabilità maggiore del 25% di trovarle su Facebook, mentre quelli meno influenti c’è una possibilità del 37% di trovarli su MySpace.

Guardando più nel dettaglio, quasi il 23% degli utenti di Facebook guadagnano più di 100.000 dollari all’anno, cifre che possono essere raggiunte da poco più del 16% di chi usa MySpace. Rovesciando la medaglia, il 37% dei membri di MySpace guadagna meno di 50.000 dollari all’anno, cosa che avviene con il 28% degli utenti di Facebook.

Gli utenti di MySpace tendono ad essere dello ceto medio e senza una laurea, dice Mike Mancini della Nielsen che per il suo studio ha usato un pannello di 200 mila iscritti ai social media negli Stati Uniti durante il mese di agosto.

Ancora più benestanti sono gli utenti di Twitter (…e qui mi verrebbe da dire: ma quando mai!) e di LinkedIn (come prima, per quanto mi riguarda!). Quasi il 38% di chi ha un profilo LinkedIn – sito di networking per professionisti – guadagna più di 100 mila dollari all’anno …ma questo purtroppo non è il caso mio.

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Facebook, la fonte di traffico più importante

Tra motori di ricerca e social media, ci sono davvero tanti modi per trovare un sito. E fin qui, niente di nuovo. Ma, chi tra queste fonti offre il maggior numero di utenti “fedeliâ€, ossia utenti che tornano più volte a vedere lo stesso sito?

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Sono le donne le vere padrone dei social media

Secondo uno studio pubblicato da Information is Beautiful, le donne usano i social media più degli uomini.

Fa eccezione Digg con i suoi 64% di utenti maschi. Mentre su YouTube, LinkedIn e del.icio.us c’è una sostanziale parità tra i sessi.

I dati più interessanti, però, riguardano quei social network che ultimamente vanno anche più [...]