Basta! Tutti voi egocentrici che siete la fuori dovete sapere che a Twitter non interessa più cosa voi stiate facendo! Perciò, basta con le notizie in tempo reale dal bagno sulla consistenza dei vostri escrementi e dopo che avete fatto sesso meglio accendetevi una sigaretta invece di twittare le posizioni applicate…
Ok, ok, stavo scherzando! Però una cosa è vera: Twitter ha smesso di porvi la sua classica domanda “What are you doing?” e l’ha sostituita con la più coerente “What’s happening?”.
All’inizio Twitter era stato pensato come un modo semplice e veloce per rimane in contatto, attraverso lo scambio di brevi e frequenti messaggi, rispondendo alla domanda “Cosa stai facendo?”. Ma diversamente da Facebook, dove prima di stringere una amicizia entrambi gli utenti devono dare il loro Ok, Twitter ha presentato una nuova idea dalla natura più aperta, quella del “follower”. Continua a leggere »


Già quello che avevo letto in giro mi era bastato per togliermi tutto l’entusiasmo sull’ultima funzione in casa
“Il cambiamento più radicale nei media negli ultimi anni è che ora possiamo avere una piattaforma centrale e in temporeale che rafforza tutte le altre piattaforme di contenuti sul web. Certo, possiamo continuare ad usare gli RSS per i blog, iscriverci per seguire l’attività di una persona su siti di condivisione di video e foto, ma – se usato correttamente – Twitter ora offre un servizio unico in temporeale per tutti i contenuti di una persona. Ci permette qualcosa che nel passato solo le grosse compagnie potevano avere: la nostra rete di pubblicazione. Se sei su Twitter, e in una certa misura su Facebook, sei nel mondo della pubblicazione”.
di
Sulle liste Twitter ho già scritto in precedenza spiegando