Twitterando

Pagami se vuoi leggere i miei tweet

Twitter - BNO News - Tiger WoodsBeh, non me… anche perché è già tanto se lo fate gratis! Ma presto vi potrebbe capitare con qualche giapponese. Il partner di Twitter in Giappone (Digital Garage) dal gennaio 2010 permetterà ai suoi utenti di chiedere agli altri un compenso per accedere ai loro tweet.

Per far vedere una foto, il contenuto che si nasconde dietro un link oppure anche un semplice messaggio di testo, gli utenti di Twitter in Giappone potranno fare uso di un sistema di micropagamenti che spazia dagli abbonamenti mensili alla formula pay-per-tweet. A Twitter andrà il 30% dei guadagni.

Mentre mi chiedevo quale fosse la tipologia dei tweet per i quali uno pagherebbe, ho trovato su TechCrunch la notizia di Twitter che batteva un’altra volta ancora i media tradizionali, compresa la CNN, sull’incidente in macchina del campione mondiale del golf Tiger Woods. Continua a leggere »

La CNN spalanca le porte ai Social Media

CNN-Homepage-1Che la CNN amasse i social media si era capito da un po’ tempo. E a giudicare dall’uso massiccio che ne fa e dai tanti profili aperti, Twitter sembra essere il suo preferito. Tutti i conduttori della famosa emittente all-news chiedono al proprio pubblico di interagire tramite il servizio di microblogging.

La novità, invece, sta nel fatto che CNN ha deciso di dedicare ai social media una rubrica fissa all’interno del suo sito. E a chi poteva essere affidata se non al padre creatore di Mashable, da molti (compreso me) definita la “CNN dei social media”.

Questa mossa dell’emittente Usa in realtà fa parte di un piano di ristrutturazione e restyling del sito stesso. La nuova versione di CNN.com – uno dei siti più visitati nel mondo – non è ancora pubblica e la foto che vedete in alto è una piccola dimostrazione di come sarà. Continua a leggere »

Dimmi che social network usi e ti dirò chi sei

social-media-points5(2)Il ceto sociale determina la scelta del social network? Se lo è chiesto la CNN e la risposta sembra essere affermativa. O almeno è quello che suggeriscono recenti ricerche come quella della Nielsen, secondo la quale le persone demograficamente più influenti c’è una probabilità maggiore del 25% di trovarle su Facebook, mentre quelli meno influenti c’è una possibilità del 37% di trovarli su MySpace.

Guardando più nel dettaglio, quasi il 23% degli utenti di Facebook guadagnano più di 100.000 dollari all’anno, cifre che possono essere raggiunte da poco più del 16% di chi usa MySpace. Rovesciando la medaglia, il 37% dei membri di MySpace guadagna meno di 50.000 dollari all’anno, cosa che avviene con il 28% degli utenti di Facebook.

Gli utenti di MySpace tendono ad essere dello ceto medio e senza una laurea, dice Mike Mancini della Nielsen che per il suo studio ha usato un pannello di 200 mila iscritti ai social media negli Stati Uniti durante il mese di agosto.

Ancora più benestanti sono gli utenti di Twitter (…e qui mi verrebbe da dire: ma quando mai!) e di LinkedIn (come prima, per quanto mi riguarda!). Quasi il 38% di chi ha un profilo LinkedIn – sito di networking per professionisti – guadagna più di 100 mila dollari all’anno …ma questo purtroppo non è il caso mio.

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