Twitterando

Era soltanto un'iLlusione?

Proprio mentre Murdoch si appresta a lanciare il suo The Daily, il quotidiano solo per iPad, dagli Stati Uniti arrivano alcuni dati non tanto confortanti sulle vendite dei magazine sul tablet prodotto dalla Apple. Quello che doveva essere il salvatore dell’editoria ora sta diventando una specie di illusione.

Intanto, anche Google sta cercando di [...]

Forse i francesi non ne capiscono di Web

Comincio seriamente a pensare che i francesi abbiano qualche difficoltà nel comprendere le logiche del web. Dopo il flop della legge Hadopi contro il download – semplicemente perché troppo costosa e inapplicabile – gli editori d’Oltralpe hanno deciso di creare un motore di ricerca alternativo a Google per i loro contenuti, che dovrebbe essere [...]

Google e il 2009 nero per la libertà di parola online

Una mappa dei nemici di Internet, secondo Rsf

Il 2009 è stato un anno senza precedenti per quel che riguarda la repressione online. Parola di Reporter senza frontiere (Rsf) che denuncia: 151 blogger e cyber-dissidenti sono stati arrestati l’anno scorso mentre 61 hanno subito violenze fisiche. Di essi, 100 sono ancora imprigionati perché hanno scritto online le proprie opinioni.

“Il numero dei Paesi che applica la censura online è raddoppiato nel 2009, una tendenza preoccupante che indica come i governi cercano di aumentare il loro controllo sui nuovi media”, afferma Clothilde Le Coz che dirige l’ufficio di Rsf a Washington.

La repressione non riguarda soltanto la politica. Anche la crisi finanziaria globale è stato un tema che poteva scatenare la censura online. “Nella Corea del Sud un blogger è stato arrestato perché aveva scritto sulla situazione finanziaria disastrosa del suo Paese”, racconta Le Coz.

Il Paese che guida la censura su Internet rimane la Cina, seguita da Iran, Tunisia, Tailandia, Arabia Saudita. In Turkmenistan Internet rimane addirittura sotto il controllo totale dello Stato. E’ anche per questo che la notizia di ieri secondo la quale Google smetterà di censurare i risultati di ricerca nel suo sito cinese è un lume di speranza, oltre che un buono auspicio per il 2010. Continua a leggere »

Arianna Huffington a tutto fuoco: Murdoch ridicolo, non sa niente del Web

Arianna Huffington“L’idea che togliendo i tuoi contenuti da Google basterà per avere una specie di esclusiva su di essi, dimostra una profonda lacuna nella comprensione del Web e del suo funzionamento”. Arianna Huffington, fondatrice del famoso blog The Huffington Post (che per numero di visite ha recentemente superato anche il Washington Post), si scaglia contro chi punta il dito verso i nuovi media.

Tagliente ed ironica, durante la conferenza tenuta ieri a Washington DC sulla sorte del giornalismo nell’era digitale ne ha avuto per tutti, Murdoch compreso, che era presente e aveva finito poco prima il suo discorso. Critica i vecchi media che non sanno rinnovarsi ma solo lamentarsi e i cui attori “hanno deciso che il miglior modo per salvare, se non il giornalismo, almeno se stessi, è puntando il dito contro e facendo i nomi”.

“Nella maggior parte delle industrie, se i consumatori se ne vanno, devi capire cosa fare per farli ritornare. Ma non nei media. Essi, invece, accusano gli aggregatori di rubare i contenuti”. Dunque tutti quei siti che incorporano notizie provenienti da altre testate “sono diventati, secondo le parole di Rupert Murdoch e del suo team, ‘parassiti’, ‘cleptomani di contenuti’, ‘vampiri succhia sangue’”. Continua a leggere »

Se Murdoch molla Google, l’utente non perde proprio nulla

Rupert MurdochDa quando il Financial Times ha riportato la notizia secondo la quale Microsoft sarebbe in trattative con News Corp. per spostare i contenuti delle testate di Rupert Murdoch da Google al proprio motore di ricerca, Bing, sono subito iniziate le speculazioni. Già, perché di questo si tratta, dato che nessuna delle due compagnie ha ancora confermato nulla.

Tra questi, Pete Cashmore (CEO di Mashable.com, uno dei blog più noti sui Social Media) l’ha sparata proprio grossa. Nella sua rubrica settimanale su CNN.com afferma che se NewsCorp abbandona Google, gli utenti ne perderanno.

Secondo l’autore, un accordo esclusivo sui contenuti con Microsoft andrebbe contro la filosofia dell’“open Web” e spingerebbe anche altri attori del settore a muoversi in questo senso. Continua a leggere »